1° Puntata del 13 aprile 2020


Buonasera San Carlo!

Spero che tutti voi, in qualche modo, abbiate passato giorni significativi e intensi nonostante le condizioni di ciascuno. Io ho immaginato celebrare e vivere e pregare nelle vostre case il mistero pasquale: la Passione, Morte e Risurrezione di Gesù.

Riprendiamo allora i nostri appuntamenti serali con questo piccolo pensiero che spero ci accompagnerà per breve, ovvero fino al termine delle restrizioni che sapientemente sono state imposte per contenere il contagio del Covid.

Rilancio quello che era l’inizio della piccola riflessione di ieri, durante l’omelia: «non cercate tra i morti Colui che è vivo». La tentazione è proprio quella di far cadere il pensiero là dove c’è la morte, là dove c’è la sconfitta, là dove anche nella storia di ciascuno ci sono luoghi d’ombra, fallimenti, tristezze, riconciliazioni non compiute, perdono non elargito – ovvero tutte le nostre morti. Non dobbiamo cercare lì il Vivente. Così come non lo dobbiamo cercare là dove sperimentiamo la morte, anche oggi: quanti tra noi hanno perso amici, parenti – e non solo a causa del virus – e vissuto il momento del lutto in maniera abbastanza drammatica, nell’impossibilità di vestire le salme, di dare in modo consueto un saluto, celebrare il funerale, la santa Messa di suffragio.

Non dobbiamo guardare ai morti, non dobbiamo guardare a tutto questo perché altrimenti saremmo ancora lì, nel sepolcro, a marcire, rinchiusi in quell’aria stantia e mortifera, che non ha nulla a che fare col profumo della Pasqua, che non ha nulla a che fare con l’ebrezza che ci dà questa gioia che nasce dalla speranza del Risorto.

Questo è il mio invito. Riprendiamo insieme con il commento del Padre nostro. Da domani, passo dopo passo, vorrei con voi approfondire e gustare quelle parole che Gesù ci ha consegnato come la preghiera. Scopriremo anche che queste parole sono una sorta di scuola di preghiera: nel momento in cui i discepoli chiedono di imparare a pregare, Gesù consegna queste bellissime parole che sono la preghiera che sempre ci unisce.

Così vi voglio salutare al tramonto di questo giorno dell’Angelo, in questa ottava di Pasqua, l’ottava della luce, l’ottava della Resurrezione, l’ottava della nostra speranza.

Un abbraccio, sempre uniti e saldi nel Signore

Vostro don Emanuele




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