Puntata del 2 aprile 2020


Buonasera San Carlo!

Questa sera riprendiamo il filo del discorso sulla Resurrezione di Gesù, affrontandolo con alcune domande che ci possono aiutare a fare sintesi in un tema vasto e profondo quanto l’oceano.

Le domande sono tre: Come sappiamo che Gesù è risorto e quanto sono attendibili le testimonianze? Dov’è ora il copro fisico di Gesù? Quali sono le conseguenze della Resurrezione?

Per quanto riguarda cosa possiamo dire sulla Resurrezione di Gesù e cosa ne sappiamo, osserviamo innanzitutto che le testimonianze che ci sono pervenute sono in gran parte raccolte nelle Sacre Scritture. Il Nuovo Testamento stesso scaturisce da questo annuncio. Significativo rilevare che i primi testimoni del Risorto furono delle donne, furono loro ad andare al sepolcro al mattino, trovando la tomba vuota. Cosa importante da sottolineare è il fatto che le donne erano ritenute dal punto di vista giuridico inconsistenti per la testimonianza, non potevano partecipare alla vita civile, quindi anche testimoniare a favore o contro persone. Eppure, i vangeli ci raccontano di loro. L’evento è talmente straordinario e importante che questi fatti ci sono stati narrati per dirci che è una cosa talmente evidente, talmente grande, sconcertante quello che è accaduto, per cui addirittura l’attendibilità dei testimoni scivola quasi in secondo piano rispetto alla potenza di questo annuncio.

La seconda domanda è sul corpo di Gesù. La resurrezione di Gesù non è stato un ritornare alla vita terrena come fu il caso di Lazzaro. Il corpo del Risorto è corpo glorioso, definitivo, porta dentro di se la sua storia terrena, i segni della passione attraverso i quali i discepoli riconoscono Gesù, ma ormai sfugge alle leggi della natura a cui noi siamo soggetti. Il Padre manifesta il suo amore nel Figlio, a cui ha dato il potere di offrire la vita e di riprenderla di nuovo con lo Spirito Santo, e il suo Corpo è vivificato e santificato e fa di lui la Primizia dei Risorti, l’inizio della nuova Creazione.

Riguardo alle conseguenze della Pasqua, della Resurrezione osserviamo questo: «Se Cristo non fosse Risorto – come dice Paolo – vana sarebbe la nostra fede». Ricordo in merito una battuta di uno dei mei professori di teologia che disse riguardo della Risurrezione di Gesù che, se ipoteticamente avessero trovato il suo cadavere, avrebbe smesso subito, non avrebbe esitato ad abbandonare tutto, e si sarebbe messo a fare il camionista (che a quanto pare era il suo sogno quando era bambino).

Nella Resurrezione di Gesù, Dio compie la sua Alleanza; in Gesù troviamo l’espressione alta e massima della Rivelazione divina. Nei segni sacramentali, soprattutto nel Battesimo e nell’Eucarestia, sperimentiamo la vita del Risorto. Con la Resurrezione di Gesù è nata una realtà nuova che prima non esisteva, e non è una religione nuova: è nata la Chiesa, che prima non c’era. Essa è il frutto della Pasqua di Gesù, san Paolo dirà che è il Corpo di Cristo, noi le membra lui il Capo.

Una volta Carlo Maria Martini, parlando a noi giovani preti della Resurrezione, disse così: essa è il modo con il quale possiamo affermare che Gesù ha ragione su tutto, non perché abbia Egli confutato e zittito con argomenti vincenti i suoi avversari, o perché abbia sconcertato tutti scendendo dalla croce costringendo ad ammettere che lui era veramente il Figlio di Dio, o abbia ripagato con la stessa moneta o con l’ira di Dio i suoi persecutori, maha dato ragione e dà ragione a tutti coloro che vivono come Lui amando sino alla fine, sacrificando la propria vita nel segno della giustizia, del bene. Questa è la ragione della vita che la morte non può toccare. Tutti coloro che vogliono vivere con Gesù e come Gesù, miti e umili di cuore come le Beatitudini ci hanno insegnato, siano certi: non sono degli sconfitti, sono dei vincenti. “Io – dice Gesù nel vangelo di Giovanni – ho vinto il mondo”.

Oggi il saluto va ai nostri ragazzi, agli adolescenti e ai giovani. Nonostante il disagio fate tesoro di quello che sta accadendo. Non sprecate il tempo e non lasciate cadere le domande e le riflessioni che questo frangente suscita in voi. È una prova di grande maturità, non chiudetevi in facili egoismi, perché ripartire bene, dopo tutto questo, in uno scenario che sicuramente non sarà come quello precedente, sarà anche grazie a voi.

Nell’attesa di re-incontrarci, rimaniamo saldi uniti e sempre avanti.
Vostro Don Emanuele.




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