PUNTATA DEL 21 MARZO


Buonasera San Carlo!
Entriamo, a partire da questa sera, nel giorno del Signore ancora una volta senza poterci riunire in assemblea, ma, sono certo, sempre con il desiderio di vivere la Pasqua domenicale insieme.

Oggi incontriamo il secondo attributo di Dio che compare nel simbolo della nostra fede: “Credo in Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra”.

Che cosa significa che Dio è creatore?

Professare la fede nella creazione significa opporsi alla scienza? La Bibbia ci racconta nella Genesi della creazione in sette giorni, la scienza ci parla del Big Bang e dell’evoluzione. A chi dare ragione?
Da qui tanti equivoci, primo fra tutti che i cristiani sono gente che crede alle favole, ma ci sono anche cristiani che pensano che la Bibbia a volte racconti solo favole.
La questione ha la sua complessità, ma in buona sostanza si può dire così: quello che oggi la scienza è in grado di dirci è ci sono delle teorie più plausibili per spiegare quei processi che hanno condotto alla formazione dell’universo e la comparsa della vita. Il Big bang non è la Verità, ma ciò che la scienza è in grado di dirci sull’origine dell’universo
La fede invece coglie in tutto questo un atto libero e intenzionale di Dio.
Il punto d’incontro tra scienza e fede lo possiamo trovare scoprendo che c’è una sapienza, un’intelligenza, una risposta, non il disordine o il caos.
I racconti biblici sono tesi a narrarci che non siamo nati per una casualità, ma da una volontà. Questa è la verità che affermiamo dicendo che Dio ha creato il celo e la terra.
Questo fa la differenza: non siamo noi a doverci inventare il senso della vita, ma esso ci è consegnato da Dio, attraverso il dono del creato. Egli ce ne offre anche il significato, lasciando a noi il compito di scoprirlo. Ecco la bellezza della scienza come ricerca, come scoperta. Essere stati creati ad immagine e somiglianza di Dio significa che l’essere umano non è solo pura materia o puro spirito, ma che esso è impastato di cielo e terra e porta iscritto nel profondo del suo essere il desiderio di Dio, il desiderio di generare, il desiderio di dare vita.

Questa sera un particolare e un caro ricordo lo vorrei dedicare al gruppo S. Marta, al gruppo di persone che solitamente il mercoledì mattina si ritrova in chiesa pulisce, riassetta, riordina, mette in condizione la chiesa di essere di nuovo accogliente e pronta per le celebrazioni e per la preghiera personale. Il loro è un lavoro invisibile ma di estrema utilità, perché ha sempre consentito di trovare veramente, nella nostra parrocchia un luogo bello.
Spero vivamente di rivedervi all’opera, auspicando magari l’aggregazione di nuove forze.

Sempre uniti, sempre avanti e buona domenica a tutti!
Vostro Don Emanuele.




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