Puntata del 23 marzo 2020


Buonasera San Carlo!

Riprendiamo il commento al Simbolo degli apostoli prendendo in esame l’espressione: “Credo in Gesù Cristo Figlio di Dio”.
Possiamo considerare questo come il punto nodale della fede. Le religioni abramitiche o monoteiste condividono con noi la fede nell’unicità di Dio, nella sua alterità, nella sua trascendenza. Ma è Gesù che fa la differenza, perché tutto quello che possiamo dire di Dio lo sappiamo grazie a Gesù, unico mediatore tra Dio e gli uomini, unico Nome sotto il quale possiamo trovare salvezza.

Vorrei partire dalla domanda che Gesù, ad un certo punto della sua vicenda pubblica, pone ai suoi discepoli. Siamo in Galilea, la popolarità di Gesù è in forte ascesa, anche se il suo raggio di azione rimane periferico. A Cesarea di Filippi, Gesù chiede ai suoi discepoli il motivo di tanto successo e che cosa la gente stia comprendendo di lui. Le risposte della gente che i discepoli riportano a Gesù credo che non si discosterebbero troppo dalle risposte di oggi: un uomo di Dio, uno che ha fatto del bene, Gesù un maestro, un esempio di integrità coerente fino alla fine, per cui è morto, alla fine per i suoi valori… Ma ogni definizione sfugge la vera natura di Gesù.
E’ Simon Pietro che primo tra i discepoli ne riconosce la singolarità e dice di lui: “Tu sei il Figlio di Dio”. In Gesù vi è la presenza del mistero di Dio nella sua totalità. Ciò che ci rivela questo riconoscimento è di portata capitale: è solo nella umanità di Gesù che si può conoscere e incontrare Dio, non altrove.
Egli è il mediatore tra Dio e gli uomini. Se è vero che Cristo è lo stesso ieri, oggi e nei secoli, è altresì vero che non smetteremo mai di comprenderlo e di conoscerlo. Il prologo di Giovanni afferma che “Dio nessuno lo ha mai visto, il Figlio unigenito che è nel seno del Padre, lui ce lo ha rivelato”.

Concludendo questa sera vorrei salutare in particolare i nostri fanciulli, i nostri ragazzi della catechesi della iniziazione cristiana ed i loro genitori, immaginando che questo documento audio giunga a tutti e quindi anche a loro.
In questo frangente, che stiamo subendo, vi sia l’opportunità di essere ancor di più educatori della fede dei propri figli. Questi ragazzi, possano sperimentare la bellezza dell’essere Chiesa domestica. I cammini di catechesi purtroppo interrotti a causa della epidemia, non tralascino la cura spirituale e la formazione che ogni famiglia cristiana ha il dovere di mettere in opera.
Ringrazio ed incoraggio ciascuna delle nostre famiglie, pur nelle fatiche di questo periodo, è certa che il Signore vi è accanto.

Sempre uniti, un abbraccio, un caro saluto a tutti. Sempre vostro,
Don Emanuele.




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