Puntata del 24 marzo 2020


Buonasera San Carlo!

Ci troviamo alla vigilia della solennità dell’Annunciazione del Signore e capita in questa occasione la riflessione sulle parole contenute nei simboli di fede che riguardano questo mistero della fede che ci apprestiamo a celebrare.
Sia questa sera che domani mi dedicherò a commentare le due espressioni che compaiono nel Simbolo apostolico: “Il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine” e quello nel Simbolo niceno-costantinopolitano: “E per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo”.

Sostanzialmente le due espressioni riferiscono la stessa verità di fede, ma con accenti e sfumature che meritano di essere prese in considerazione. Ambedue riferiscono l’insegnamento che troviamo nel Nuovo Testamento, soprattutto nei vangeli cosiddetti dell’infanzia, in particolare Matteo e Luca, e nel primo capitolo del vangelo di Giovanni.

Le poche parole del simbolo apostolico ci rimandano a due domande: da dove viene Gesù e come è venuto nel mondo?
È proprio nel vangelo di Giovanni che troviamo spesso le domanda sull’origine di Gesù, basta citare il famoso episodio in cui Filippo, uno dei primi discepoli, incontrando Natanaele, disse entusiasta di aver trovato il Messia nel figlio di Giuseppe di Nazareth, e Natanaele ribatté dicendo che da Nazareth non poteva venire nulla di buono. Lungo il vangelo di Giovanni troviamo spesso la domanda: “Tu di dove sei? Da dove vieni?”. Così verso la fine dello scritto giovanneo, nel famoso dialogo nel pretorio di Gerusalemme tra Gesù re Pilato, il procuratore chiedesse a Gesù: “Di dove sei?”.

Il libro della Genesi, nel racconto della creazione, narra come Dio alitò nella creatura fatta di terra ed essa divenne un essere vivente. In modo analogo, il soffio del Padre – che è lo Spirito Santo – nella nuova Eva che è Maria fa sì che in lei si generi il nuovo Adamo, non più portatore di morte come il primo, ma datore di vita. Da qui la creazione si rinnova e viene redenta, non per merito umano bensì come dono gratuito di Dio, come il profeta Isaia dice:

Poiché un bambino è nato per noi,
ci è stato dato un figlio.
Sulle sue spalle è il segno della sovranità
ed è chiamato:
Consigliere ammirabile, Dio potente,
Padre per sempre, Principe della pace.

Questa sera in occasione della giornata di preghiera per i martiri missionari, quarant’anni, tra l’altro dall’uccisione di Oscar Romero, vescovo di San Salvador, il nostro Arcivescovo guiderà la veglia di preghiera dal centro missionario del PIME di Milano. Oltre trovare l’allegato con il testo, si può seguire la veglia sul canale CHIESA TV, canale n. 195, così come domani alle 11.00 dal Duomo di Milano, l’arcivescovo celebrerà l’Eucarestia a suffragio di tutte le persone scomparse a causa del Coronavirus.

Inoltre, questa sera vorrei salutare e ricordare tutti i carissimi collaboratori dell’oratorio e siete tanti che lavorate e soprattutto volete bene al nostro oratorio, perché credete in ciò che in esso si vive.
È innaturale vedere gli spazi vuoti del luogo d’incontro per eccellenza che è l’oratorio, che è un po’ il cortile della parrocchia, il segno tangibile della cura e della educazione delle nuove generazioni, questa pausa forzata è anche dovuta, auspico che porti ad una nuova partenza più intensa e partecipata da parte di tutti

Vi abbraccio, vi saluto,
sempre uniti e avanti!
Vostro Don Emanuele.




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