Puntata del 4 aprile 2020


Buonasera San Carlo!

Oggi è il sabato in Traditione Symboli, ovvero il sabato nel quale nella antichità il vescovo consegnava ai candidati al Battesimo, nella notte di Pasqua, il Simbolo della fede. Tradere, consegnare il Simbolo. Sono belle le parole di Ambrogio all’inizio della sua esposizione del Simbolo di fede, vorrei citarvele: «Ora è il tempo e il giorno di trasmettere il Simbolo. Il Simbolo che è un sigillo spirituale. Il Simbolo che è la dedicazione del nostro cuore e ne è come una difesa sempre presente. Senza dubbio è il tesoro che custodiamo nel nostro petto».
Con queste parole vogliamo anche iniziare a riflettere sull’articolo di fede che riguarda lo Spirito santo. Il Simbolo degli Apostoli ce ne parla in modo abbastanza sobrio e asciutto. «Credo nello Spirito santo». Non possiamo fermarci solo una serata sullo Spirito santo, ma purtroppo dobbiamo arrivare almeno al Triduo Pasquale avendo completato tutto il commento.
Allora vorrei consegnarvi questa suggestione: lo Spirito santo chi è? Lo Spirito santo è la bellezza di Dio, perché lo Spirito santo è l’amore tra il Padre e il Figlio, e dove c’è l’amore vero e autentico c’è bellezza. Ovunque nella nostra vita percepiamo la bellezza – non come un fattore estetico, un apparire, che poi è destinato ad appassire, bensì come un’esperienza profonda di armonia, di pace, di solidità, di forza – lì agisce lo Spirito. Quando l’amore ti rende bello, ti rende splendente, lì c’è lo Spirito. Io per esempio ho sempre ravvisato nelle profonde rughe del viso di madre Teresa di Calcutta la bellezza di chi si è addirittura prosciugato per consegnarsi, per offrirsi nell’amore all’ultimo, al più piccolo tra noi. Questa è la bellezza dello Spirito, questa è la bellezza di Dio. Ce lo dice bene san Paolo, quando ci parla dei frutti dello Spirito nella lettera ai Galati, capitolo quinto, versetto ventidue e seguenti: «Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé…, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà… contro queste cose non c’è legge». San Paolo ha descritto Gesù. La vita di Gesù è piena dello Spirito santo, e Lui sulla croce e nella sua Resurrezione ce lo ha consegnato: «Ricevete lo Spirito santo!». Ce lo ha donato a Pentecoste con i simboli che conosciamo bene, simboli che appartengono alla nuova generazione: l’acqua che fa nascere, il vento che purifica, il fuoco che brucia, riscalda e trasforma e il tuono, la voce imponente che finalmente squarcia i cieli e arriva a noi. Ma è anche la brezza leggera, è anche una candida colomba che appare nel momento in cui Gesù esce dalle acque del Giordano, quando fu battezzato da Giovanni.
Lo Spirito è la bellezza, è la solidità, è la forza, è l’amore.

Con queste parole allora vogliamo entrare nella grande Settimana Autentica. È stata consegnata la lettera e i vari sussidi che ci aiuteranno a vivere come i primi discepoli di Gesù questa Pasqua, che pur nella sua austerità, porta in sé una grazia. Vi invito a riscoprirla!

Un caro saluto, sempre uniti, solidi nella fede, splendenti di questa bellezza
Vostro Don Emanuele.




icona-calendario

Prossimi Eventi

DOM 26
26 Settembre 2021 15:30 - 18:00
error: Content is protected !!