Prendersi cura

I Quaresimali della città di Sesto san Giovanni

“Imparare a prendersi cura gli uni degli altri non è un principio altisonante e retorico, ma la proposta di praticare il gesto minimo che dà volto di fraternità alla società, che coltiva l’arte del buon vicinato, che vive la professione e il tempo libero come occasioni per servire al bene comune.
Ciascuno trova la sua sicurezza non nell’isolamento, ma nella solidarietà.
Imparare a prendersi cura gli uni degli altri è anche un programma di resistenza contro le forme di disgregazione sociale insinuate dalle seduzioni dell’individualismo, dell’indifferenza, dell’interesse di parte, dagli interessi di quel capitalismo senza volto e senza principi morali che vuole ridurre le persone a consumatori, le prestazioni sanitarie e assistenziali a investimenti, l’intero pianeta a fonte di guadagni praticando uno sfruttamento scriteriato.”

Da “Una parola amica”
dalla lettera dei vescovi lombardi

Le ultime due encicliche del Santo Padre impongono a ciascun credente e non, serie domande sul valore della Casa comune che è il Creato, il vivere sociale nella cifra della fraternità, la perenne attenzione alla dimensione fragile della vita delle persone. A partire da “Laudato sii” e “Fratelli Tutti” vogliamo ascoltare, meditare e pregare, lasciandoci illuminare da questi testi e dai loro possibili risvolti nella pratica della vita.
Perché fraternità non sia solo un modo di dire, uno slogan passeggero, una parola che oggi va di moda negli ambienti ecclesiastici, ma sappia diventare un compito per ciascuno. Ci hanno aiutato in questo itinerario Mons. Fra Paolo Martinelli, dei frati cappuccini e vescovo ausiliare della nostra diocesi che ha colto l’insegnamento sul Creato dei due “Francesco”. La cura della Casa Comune e dell’Ecologia Integrale.

Suor Claudia Biondi di Caritas ambrosiana, ha portato la sua esperienza nell’Area dei bisogni, sopratutto sulla questione dei nomadi Sinti e Rom ha portato in evidenza il tema della prossimità e le sue urgenze: Cura e Fratelli sono parole umane che evocano in noi altre parole, sentimenti, emozioni, ricordi positivi o negativi, frutto della propria storia personale. Parole umane che, se illuminate dalla Parola, prendono orizzonti e sfumature diverse, permettono al nostro cuore di volare alto. E se riusciamo davvero ad aprire il nostro animo, sentiamo, come in una conchiglia, la risonanza di molte pagine bibliche.
Papa Francesco nella sua enciclica “Fratelli tutti” dice che: “dall’intimo di ogni cuore, l’amore crea legami e allarga l’esistenza quando fa uscire la persona da sè stessa verso l’altro”, l’altro che non è solo il mio vicino, quello della mia famiglia, ma è l’umanità intera che assume dei volti concreti da amare come fratelli. Si perché la nostra fede è una fede di prossimità. C’è una reciprocità nel prendersi cura, perché mentre mi prendo cura del fratello in effetti mi sto prendendo cura anche di me stesso, me stessa.

Paolo Lambruschi giornalista di Avvenire e scrittore, ha allargato lo sguardo sulla Società e sul convivere umano, anche a partire dalla situazione pandemica che stiamo trascorrendo.
Al termine di ogni incontro è stato suggerito un gesto di conversione comune, perché le parole oltre a generare riflessione, possano coinvolgere ciascuno in gesti reali e tangibili e la conversione quaresimale sia proprio il riconoscerci nel dono di una fraternità da custodire e da praticare.
È possibile vederli sul sito della parrocchia www.sancarloborromeosestosg.it




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