La Caritas parrocchiale

Il pensiero di don Virginio Colmegna

La Caritas è l’organismo pastorale per la promozione della carità. Sono qui riportate le parole di don Virginio Colmegna, presidente della Casa della Carità dalla sua fondazione nel 2002, che riescono a esprimere pienamente il senso di un percorso tra emergenza e quotidianità.
CHE COSA C’ENTRA LA CARITAS CON LA PARROCCHIA?

La Caritas ha il suo riferimento concreto: è la comunità cristiana radicata sul territorio, cioè la parrocchia.
In questo senso la Caritas parrocchiale si pone come obiettivo specifico di essere a servizio della comunità cristiana affinché cresca questa sensibilità e attenzione ai poveri come un itinerario privilegiato

QUALI SONO LE COSE IMPORTANTI DA FARE, COME PARROCCHIA, ALLORA?

L’ascolto dei poveri e la condivisione delle loro emergenze e della loro quotidianità è fondamentale perché cresca e sia testimoniata tale intenzione.
La carità, infatti, è una delle tre caratteristiche qualificanti la vita della comunità assieme alla liturgia e alla catechesi. Senza carità non vi può essere autentica vita cristiana. La carità vissuta diventa il segno caratterizzante la comunità dei credenti. Dio stesso è carità: essa dunque va accolta, contemplata.
È dunque la preghiera il punto di partenza e di arrivo di una vita di carità. L’Eucaristia ne è la sorgente, ma essa va anche testimoniata nella vita di ogni giorno, sulle strade del mondo, incontrando gli altri, che devono diventare nostro prossimo.

NON È CERTO UNA COSA SEMPLICE, VERO?

La carità cristiana ci propone questa scelta che è impegnativa ed affascinante insieme: riconoscerenell’altro che incontriamo il prossimo che vuole condividere il nostro cammino e che ci chiede di non passare oltre, come ci insegna la parabola del Samaritano (Lc 10).
La carità viene dunque vissuta fissando il nostro sguardo su Gesù che è la Rivelazione dell’Amore di Dio. Per questo non esiste nessuna esperienza di carità che non ci riconduca alla sua sorgente, che è Gesù. Il Vangelo diventa davvero “vangelo della carità”.
Non esiste nessuna pedagogia della carità che non sia costantemente, in modo esplicito o implicito, riferita a Gesù, al suo Vangelo. È la sequela di Gesù che rende esigente e doverosa la vita di carità. Essa diventa il nostro modo di essere: tra di noi, con gli altri.
Anzi la carità diventa la via decisiva per annunciare al mondo la grandezza e la bellezza del Vangelo, per annunciare la volontà salvifica universale di Dio, che non fa esclusione di persone e che vuole che tutti siano salvi.

QUINDI L’ANNUNCIO DEL VANGELO PASSA DALLA CARITÀ?

E qui sta la straordinaria sorpresa del Vangelo: Gesù per annunciare questa verità non solo si è fatto uno di noi, ma ha scelto la storia dei poveri di questo mondo come perenne itinerario di incontro con Lui e con la Sua salvezza. “Convertitevi e credete al Vangelo” è il suo messaggio.
Non si tratta dunque di aiutare i poveri soltanto ma di condividere con loro questa vita, diventare poveri di spirito, incontrare il perdono di Dio, la Sua forza riconciliatrice.
Non esiste, però, un itinerario di pedagogia di carità che non sia anche incontro e accoglienza dei poveri.
La scelta preferenziale dei poveri è dunque scelta evangelica decisiva.

È DUNQUE UN IMPEGNO PER TUTTA LA PARROCCHIA?

La Caritas ha questo compito pastorale: di richiamare che i poveri sono il legame costitutivo della comunità e del suo compito di annunciare e testimoniare il Vangelo. Non è un compito primariamente sociale o assistenziale.
La condivisione con i poveri, la prossimità con loro è scelta decisiva per educarci autenticamente a vivere la carità. E la comunità cristiana ha dunque urgenza di un servizio pastorale come quello che la Caritas deve compiere.

CIÒ COMPORTA UN CAMBIAMENTO DI ROTTA, PERSONALE E COMUNITARIO?

Certamente la carità testimoniata richiede il coraggio di fare scelte coerenti, ma anche di qualificare il percorso che siamo sollecitati a compiere. La sapienza della carità richiede oggi più che mai capacità di ascolto, competenze adeguate, grande disponibilità al dialogo.
Ecco perché la Caritas vive la sua scelta pedagogica come continua urgenza formativa.
È un compito impegnativo, ma anche arricchente se si condivide con altri, se si sceglie di non essere protagonisti individuali, ma semplicemente dei collaboratori di un cammino che è della comunità cristiana.
Questa è la dignità della scelta di essere a servizio della vita delle nostre comunità. Non è una scelta solo personale, ma di condivisione del cammino della nostra Chiesa.







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