La testimonianza di chi, su quei barconi, è arrivato fin qui.
Immigrazione e spostamenti dell’essere umano sono stati alla base della società sin dalla notte dei tempi,
eppure nel XXI secolo sembra che chi sceglie di “pagare la propria morte” nella minima speranza di una vita
migliore venga in Europa a rubarci il lavoro. Ma è davvero così?
Spesso quando partecipo a seminari di critica cinematografica una delle prime cose che consigliano è “non dire secondo me” e “non guardare i film di pancia”; ottimi consigli se posso permettermi, ma non sempre è possibile metterli in pratica. Matteo Garrone, classe 1968, romano, nasce da una famiglia che sembra masticare arte e drammaturgia dal giorno zero, eppure lui decide di raccontare persone, non maschere.
La scuola del nostro quartiere “Luigi Einaudi” ci fa aprire gli occhi proprio su queste tematiche super delicate: con un coordinamente di insegnanti super disponibili al lavoro di squadra e la partecipazione di Atchori Lasme Oscar i giovanissimi dell’istituto di istruzione superiore di primo grado sono stati in grado di conoscere la storia di chi il cosiddetto “viaggio della speranza” l’ha effettivamente concluso.
Oscar ci racconta la sua esperienza: la guerra e la mancanza di possibilità di crescita all’interno del suo paese.
Seppur spostarsi in Mali sembra la scelta migliore dopo pochi anni la situazione sembra essersi riproposta, quasi come se la guerra seguisse il suo tragitto. Davanti a lui le opzioni sono poche: morire o rischiare tutto e sperare di salvarsi? Certo scendere a patti con la morte non è sicuramente facile, ma se glielo si chiede a lui “Dio era sulla sua spalla” e forse, è stato proprio questo ad essere la sua forza.
Una bella lezione di umanità questa volta viene proprio dai ragazzi della scuola media Einaudi: il 3 Ottobre 2023 per ricordare la terribile sciagura inaugurano un progetto artistico realizzato a più mani; diverse classi della scuola si sono impegnate nella realizzazione di un diorama che raffigura il Mediterraneo in tutta la sua “cruda nudità”: vi sono remi e vestiti sparsi sulla superficie del pelo dell’acqua, segno di tutte le vite inghiottite dal mare, rocce sparse come a indicare che gli ostacoli non sono ancora finiti, ma in lontananza riusciamo a scorgere una divinità voodoo esponente della magia bianca che sta augurando auspici di buon viaggio a tutti i coraggiosi. Ma il nostro cuore si spezza definitivamente quando buttiamo lo sguardo sul fondale marittimo: zainetti, giochi di bimbi, assi di legno di barche affondate… Il Mediterraneo diventa la carta d’identità di tutte quelle vite che non ce l’hanno fatta, ma che hanno lottato.
Forse il racconto di Oscar, lo spettacolo di Fiorino in collaborazione con DireFareDare e il film di Garrone non dovrebbero rimanere prettamente storie, quindi, anche se oggi è troppo tardi, rimbocchiamoci le maniche e facciamo in modo che il numero di persone morte o scomparse durante le rotte migratorie dal 2014 ad oggi non aumenti nuovamente: perché di 55.127 persone oltre 26.000 sono solo quelli che hanno tentato di attraversare il Mediterraneo, perciò riflettiamo prima di fare le nostre splendide e meritate vacanze al mare, perché quel mare, ahimé, ha un doppio volto, che non sempre riconosciamo.
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